Versetti difficili dell’Antico Testamento

(articolo del 3.7.2001)

ANALISI DI ALCUNI BRANI “DIFFICILI” DELLA TRADUZIONE DEL NUOVO MONDO DELLE SACRE SCRITTURE.

La Traduzione del Nuovo Mondo delle Sacre Scritture (edizione 1987), versione della Bibbia edita dai testimoni di Geova, è una versione letterale. A motivo di ciò, capire il significato di alcuni versetti può richiedere più applicazione e meditazione che leggendo una traduzione della Bibbia in stile libero. Ciò si verifica in particolare per la parte del testo biblico tradotta dall’ebraico. Il lettore viene però compensato dall’acquisizione del modo di esprimersi proprio del testo originale, impadronendosi delle espressioni idiomatiche e delle iperboli in esso riportate, scoprendone tutto il vigore che non sempre può essere reso da una traduzione in lingua corrente.

Inoltre, anche se la lettura e la comprensione delle traduzioni in stile libero sono facilitate, talvolta il significato del testo è quello scelto dal traduttore, che potrebbe anche essere errato. Una versione letterale della Bibbia permette di evitare tale inconveniente.

Prendendo a pretesto lo stile letterale della traduzione, alcuni critici sostengono che gli autori della Traduzione del Nuovo mondo della Bibbia non sono stati capaci di tradurre il testo originale. Essi ne citano alcune frasi a loro dire incomprensibili e propongono confronti con traduzioni in stile libero. Ciò può fare una certa impressione al lettore sprovveduto, ma è un metodo di giudizio e di confronto sbagliato: per rendersi conto della qualità della Traduzione del Nuovo Mondo è necessario paragonarla con altre traduzioni letterali, oppure con il testo originale. Anche traduzioni correnti contengono frasi di difficile comprensione. Ad esempio, nella traduzione ufficiale cattolica della C.E.I. in Zaccaria 11:8 si legge: “Nel volgere di un sol mese eliminai tre pastori. Ma io mi irritai contro di esse, perché anch’esse si erano tediate di me”.

 

Per consentire al lettore di comprendere ed apprezzare la traduzione, gli autori della Traduzione del Nuovo Mondo delle Sacre Scritture hanno dotato la loro traduzione di alcuni ausili: nella colonna centrale di ogni pagina ci sono oltre 125 mila riferimenti ad altri passi della Bibbia che aiutano a capire il brano che si sta considerando; la Traduzione del Nuovo Mondo, nell’edizione maggiore, è dotata di note in calce che non sono destinate a commentare il testo ma a giustificare su che cosa si basa la traduzione ed a fornire notizie utili per risalire ai testi originali con le loro varianti; in fondo alle varie edizioni della Traduzione del Nuovo Mondo si possono trovare appendici varie e, soprattutto, una concordanza che consente di mettere in relazione brani che trattano lo stesso argomento per capirne meglio il significato.

Nel seguito vengono presi in considerazione alcuni brani della Traduzione del Nuovo Mondo particolarmente criticati indicando per ognuno di essi: 1) la versione della Traduzione del Nuovo Mondo; 2) le parole significative del testo originale; 3) il probabile significato del brano; 4) il confronto con altre traduzioni della Bibbia simili alla Traduzione del Nuovo Mondo.

Le traduzioni della Bibbia prese a confronto sono le seguenti: traduzione letterale di Green, traduzione letterale di Young, traduzione edita dalla Jewish Publications Society, traduzione di Chouraqui, Bible de Jérusalem. Non è stato preso a confronto il testo della Bibbia ufficiale della Conferenza Episcopale Italiana perché si tratta di una Bibbia concepita essenzialmente per l’uso nella liturgia cattolica e non di una traduzione letterale o destinata allo studio del testo biblico.

 

 

NUMERI 22:4

“E Moab diceva agli anziani di Madian: ‘Ora questa congregazione leccherà tutti I nostri dintorni come il toro lecca l’erba verde del campo…’ “.

 

Nel testo originale si trova effettivamente il verbo “leccare” (,(-, lachak) e non “mangiare” o “divorare”.

La traduzione esprime bene l’idea che gli ebrei avrebbero consumato tutte le risorse del paese. Anche nella nostra lingua abbiamo un’espressione curiosamente simile: “leccare il piatto”.

Traducono similmente Green, Young, Chouraqui, Jewish Publication Society.

DEUTERONOMIO 32:13,14

“… e gli faceva succhiare miele (…) Insieme al grasso dei reni del frumento…”.

Nel testo originale di trovano i termini “grasso” (B-+, kheleb) e “reni” (%*-+, kilyah): La traduzione è quindi corretta e letterale.

Il grasso intorno ai reni era considerato la parte scelta dell’animale ed era riservato a Dio nei sacrifici (Levitico 3:3,4 e seguenti). Il brano che consideriamo significa che Dio avrebbe dato a Israele la parte migliore.

Traducono similmente: Green, Young, Jewish Publication Society, Chouraqui, Bible de Jérusalem.

GIOBBE 29:6

“Quando lavavo i miei passi nel burro,…”

Nel testo ebraico si ha effettivamente la parola “passi” (,*-%, haliyk), e non piedi, e la parola “burro” o “latte cagliato” (%!.(, khemah), non latte. La Traduzione del Nuovo Mondo rende quindi correttamente e alla lettera il testo ebraico:

Quanto al significato, si potrebbe intendere che Giobbe voglia rammentare l’integrità (burro=purezza) della sua condotta passata (passi): ma questo significato non si adatta al contesto, dove Giobbe ricorda la sua vita passata nella prosperità quando Dio gli mostrava favore. Il burro era considerato un cibo raffinato e l’espressione “lavare i passi nel burro” probabilmente significa qui vivere agiatamente.

Traducono similmente Green, Young, Jewish Publication Society.

GIOBBE 31:27

“…E la mia mano baciava la mia bocca,…”.

L’espressione ricorre alla lettera nel testo ebraico, dove la mano è il soggetto che bacia la bocca. Il verbo “baciare” (8;0, nashaq) potrebbe anche essere tradotto “toccare” o “accarezzare”, ma l’impostazione della traduzione non cambierebbe. L’espressione, per noi alquanto strana, è dovuta al fatto che l’azione veniva compiuta portando la mano alla bocca e non viceversa. In ogni caso la Traduzione del Nuovo Mondo è sostanzialmente corretta.

Portare la mano alla bocca esprimeva una forma di omaggio o di saluto al sole ed alla luna, condannabile come atto di idolatria.

Traduce in modo simile Young. Confrontare anche con Chouraqui.

GIOBBE 33:19

“…E la lite delle sue ossa è continua,…”.

Nel testo ebraico non ricorre la parola “tormento” bensì “lite”, “lotta” o “contesa” (B*9, riyb). La traduzione del Nuovo Mondo rende quindi fedelmente il testo ebraico.

Qui Giobbe esprime il tormento costante e doloroso della malattia, paragonabile ad una battaglia tra i componenti la struttura ossea del corpo.

Traducono similmente Green, Young, Chouraqui. Confronta anche con la Bible de Jérusalem.

GIOBBE 39:19,20

“Puoi tu dare potenza la cavallo? (…) La dignità del suo sbuffare è spaventevole.”

L’espressione traduce alla lettera il testo ebraico , nel quale ricorrono i termini “maestà”, “vigore”, ($&%. howd) , “terrore”, “spavento” (%.*!, eymah) e “sbuffare” (9(0, nackar), non “nitrire”.

Effettivamente quando un cavallo sbuffa sembra lo faccia con dignità, incutendo timore in chi non vi abbia dimestichezza.

Traducono in modo simile Green, Young, Chouraqui, Jewish Publication Society, Bible de Jérusalem.

SALMO 6:6

“Tutta la notte faccio nuotare il mio letto; Delle mie lacrime faccio traboccare il mio proprio divano.”

Il verbo ebraico %(;, sachah può essere inteso nella forma causativa, “fare nuotare”. L’iperbole ne esce rafforzata: non solo piango a dirotto, ma inondo la camera stessa in modo che il mio letto vi galleggia.

La Traduzione del Nuovo Mondo rende qui l’ebraico nel modo più espressivo possibile..

Traducono similmente Green, Young, Jewish Publication Society.

SALMO 75:5

“Non parlate con collo arrogante.”

Nel testo ebraico ricorrono le espressioni “parlare” (9B$, dabar), “collo” (9!&6, tsavvar) e “arrogante” (8(3, athaq). La Traduzione del Nuovo Mondo si attiene perfettamente al testo ebraico, mentre non lo fanno altri che traducono, ad esempio, “non alzate la testa”.

Dire che qualcuno ha il collo duro in ebraico significa che la persona non accetta la disciplina, la sottomissione. Così appunto fanno gli empi ai quali si riferisce il Salmo 75:5.

Traducono similmente Green, Young, Jewish Publication Society.

PROVERBI 11:25

“… e chi innaffia liberalmente (altri) sarà anche lui liberalmente innaffiato.”

Nel testo ebraico ricorrono le parole %&9 (ravvah), che significa “innaffiare abbondantemente” oppure “saturare”, e %9* (yarah), che significa “gettare acqua”: Non si può tradurle “dissetare” senza tradire il testo originale. La Traduzione del Nuovo Mondo rende correttamente il testo ebraico.

Il significato dell’illustrazione è evidente: chi è generoso verrà a sua volta trattato generosamente, come insegnò lo stesso Gesù secondo il vangelo di Luca 6:38.

Traduce similmente Young.

PROVERBI 27:17

Mediante il ferro, il ferro stesso si affila. Così un uomo affila la faccia di un altro.”

 

Nel testo ebraico ricorrono le parole “ferro” (-‘9B, barzel), “affilare” o “eccitare” ($$(, chadad), “faccia” o anche “presenza”, “contegno” ( /*04, paniym), per cui la Traduzione del Nuovo Mondo riporta fedelmente il testo ebraico.

Il concetto qui espresso mediante similitudine è che si può aiutare altri a divenire più accorti e capaci dando consigli.

Traducono similmente Green, Young, Chouraqui, Bible de Jérusalem.

ISAIA 10:27

“… e il giogo certamente sarà rotto a causa dell’olio.”

Nel testo ebraico ricorre l’espressione “a causa dell’unzione” o “a causa dell’olio” cioè 1.;*04:., dove /*04 (paniym) = “a causa” e 1.; (shemen) =”olio” o “unzione”, quindi traduce correttamente la Traduzione del Nuovo Mondo.

Il profeta Isaia fa riferimento al tempo in cui gli assiri vollero conquistare Gerusalemme dove regnava il pio re Ezechia, che era stato unto re nel nome di Geova (vedi una descrizione di tale usanza in 1 Samuele 10:1). Dio pertanto intervenne a richiesta di Ezechia e ruppe l’assedio degli assiri che dovettero ritirarsi, come si legge in 2 Re 19:35, 36:

Traduce in modo simile Green. I quotatissimi traduttori della Bible de Jérusalem lasciano il passo senza traduzione, rivelandosi in ciò meno abili degli autori della Traduzione del Nuovo Mondo.

ISAIA 30:28

“… per far oscillare le nazioni da una parte e dall’altra col setaccio dell’inutilità;…”.

Nel testo originale ricorrono le parole “setaccio” o “vaglio” (%40, naphah) e “futilità” o “inutilità” (!&;, shav). La Traduzione del Nuovo Mondo traduce alla lettera il testo ebraico.

Quanto al significato, si intende che le nazioni della terra verranno scosse da Dio tanto violentemente che nulla ne toccherà terra, ossia se ne salverà (confronta con Amos 9:9).

Traducono similmente Green, Young, Chouraqui.

ISAIA 32:20

“Felici voi che seminate lungo tutte le acque, mandando avanti i piedi del toro e dell’asino.”

Nel testo ebraico ricorrono le parole “mandare” o “lasciare andare” ((-;, shalach) riferita al “piede” (-C9, regel):

La frase si riferisce non al lasciare in libertà gli animali, bensì alla felice attività di semina che si avrà sotto il dominio del Messia (vedi Isaia 32:1). Gli animali indicati sono quelli usati nei tempi biblici per i lavori agricoli (vedi Isaia 30:24).

Traducono in modo simile Green, Young, Jewish Publication Society, Chouraqui.

GEREMIA 10:8

“Un albero è una semplice esortazione di vanità.”

Il testo ebraico afferma effettivamente che un albero o un pezzo di legno è una “esortazione” o “disciplina” (9+&., muwcar) “vana” o “di vanità” (-B%, hebel) e la Traduzione del Nuovo Mondo non fa che tradurre l’ebraico in italiano.

Qui per albero o legno Geremia intende gli idoli lignei dai quali non poteva venire nessuna indicazione utile ai loro adoratori (vedi Isaia 44:19).

Traducono in modo simile Green e Young.

GEREMIA 13:22

“…i tuoi calcagni sono stati trattati con violenza.”

Nel testo originale ebraico viene detto affettivamente che la “violenza” (+.(, chamac) viene esercitata sui “calcagni” (B83, aqueb) e la Traduzione del Nuovo Mondo rende l’espressione alla lettera.

Si tratta di un espediente dell’autore del testo biblico, per evitare la cruda descrizione di un atto di violenza su Gerusalemme, alla quale fa riferimento come a una donna.

Traducono in modo simile Green, Young, Jewish Publication Society, Chouraqui.

GEREMIA 14:3

“E i loro stessi maestosi hanno mandato i loro insignificanti per (cercare) acqua.”

Nel testo ebraico originale ricorrono le parole “nobili” o “maestosi” (9*D!, addiyr) ed anche “giovani” o “insignificanti” (9*36, tsaiyr), per cui la Traduzione del Nuovo Mondo rende sostanzialmente il testo originale.

Il significato risulta comunque evidente anche dalla traduzione letterale: le persone altolocate mandavano i loro sottoposti a cercare acqua, invano a causa della siccità.

Traducono in modo simile Green e Young.

LAMENTAZIONI 1:14

“Si è tenuto all’erta contro le mie trasgressioni. (…) Son salite sul mio collo.”

Nel testo ebraico Dio “tiene conto” o “lega” (98;, saqad) le trasgressioni del suo popolo, così abbondanti da giungere o “salire” (%-3, alah) fino al “collo” (9!&6, tsavvar) dei colpevoli. La Traduzione del Nuovo Mondo nella prima proposizione si allontana lievemente dal testo letterale, a tutto vantaggio della comprensione, mentre mantiene inalterata la seconda proposizione.

Il significato del testo è evidentemente che Dio aveva preso nota delle trasgressioni del popolo ebraico, costatando che erano tanto abbondanti dal salire loro fino al collo.

Traducono in modo simile Young, Jewish Publication Society e Chouraqui.

LAMENTAZIONI 5:5

“Siamo stati inseguiti fin sopra il nostro collo.”

Il testo ebraico contiene le espressioni “collo” (9!&6, tsavvar) ed “inseguire” o “perseguire” (5D9, radaph), ma non perseguitare. Letteralmente è quindi opportuno tradurre come indicato sopra nella Traduzione del Nuovo Mondo.

Il significato dell’espressione è quello di essere rincorsi, raggiunti e sottoposti.

Traducono in modo simile Young, Jewish Publication Society e Chouraqui.

EZECHIELE 7:17

“…e in quanto a tutte le ginocchia, continuano a gocciolare acqua.”

Il testo ebraico contiene la parola ,-* (yalak) che significa “andare” e “acqua” (/*., mayim). Il verbo è alla voce attiva e continuativa. e la frase potrebbe tradursi “andranno in acqua” . La Traduzione del Nuovo Mondo ha preferito esprimere tale azione con “gocciolare acqua” ad indicare non un’azione immediata bensì il consumarsi del coraggio degli ebrei a fronte delle forze militari scatenate contro di loro dal re di Babilonia:

Traduce in modo simile la Bibbia della Jewish Publication Society.

OSEA 5:7

“Ora un mese li divorerà con le loro porzioni.”

Nel testo ebraico ricorre l’espressione “mese” o “luna nuova” (;D(, chodesh), al quale viene attribuita l’azione di “divorare” o “consumare” (-+!, akal) la “porzione” o “eredità” ((-8, cheleq) degli ebrei. La Traduzione del Nuovo Mondo rende quindi correttamente e letteralmente il testo ebraico.

Per comprendere il significato può essere utile riferirsi a Zaccaria 11:8, dove Dio dice che avrebbe spazzato via in breve tempo i capi del popolo d’Israele e li avrebbe abbandonati. Il significato è simile, soltanto che qui viene profetizzato che avrebbero perso la terra promessa che era stata data loro in eredità, divisa tra tutte le famiglie di Israele.

Traducono in modo simile Green, Young, Jewish Publication Society, Chouraqui e Bible de Jérusalem.

OSEA 13:15

“Nel caso che egli stesso mostrasse fruttuosità come il figlio delle canne…”.

Il brano nel testo ebraico dice che un indeterminato “egli” (!&%, hu) avrebbe pur potuto essere “fertile” (!94, para’) come i figli (0B, ben) delle “canne” (%08, qaneh), quindi la Traduzione del Nuovo Mondo traduce alla lettera il testo ebraico.

‘I “figli delle canne” non sono altro che i giunchi, simili a piccole canne, che crescono come noto a cespi, quindi vengono presi come esempio della fertilità della tribù di Efraim, del quale il patriarca Giacobbe aveva preannunciato, come leggiamo in Genesi 48:19, che sarebbe divenuto un grande popolo.

Le traduzioni della Jewish Publications Society e di Chouraqui rendono infatti l’espressione “figli delle canne” con “giunchi”, risparmiando al lettore la pittoresca espressione che si trova nel testo ebraico e che fa lavorare un poco la sua mente per essere capita.

MARCO 7:4

“…e ci sono molte altre tradizioni che hanno ricevuto per osservarle: battesimi di calici e brocche e vasi di rame.”

Il testo greco originale non parla qui di lavare le stoviglie ma di una vera e propria cerimonia rituale che chiama baptismoV (baptismos) ossia “battesimo” o “immersione”. ed il modo di tradurre della Traduzione del Nuovo Mondo mette in risalto l’aspetto rituale dell’azione traducendo “battesimi” e non “lavatura” o “lavaggio” come altre versioni della Bibbia.

Qui il Vangelo mette in risalto non il fatto che gli scribi ed i farisei fossero persone pulite ed attente alle norme igieniche, ma che essi seguivano scrupolosamente precetti religiosi tradizionali.

Traduce in modo simile Young, mentre Green e Chouraqui preferiscono tradurre “immersioni” invece che “battesimi”.

CONCLUSIONE

Il confronto con i testi originali rivela che la Traduzione del Nuovo Mondo delle Sacre Scritture li rende fedelmente in italiano, anche se ciò richiede una certa applicazione da parte del lettore per penetrarne il significato.

In tutti i casi esaminati si è riscontrato che una o più delle cinque traduzioni messe a confronto appoggiano il modo di tradurre del comitato di traduzione della versione anzidetta.