Milingo e Mary Sung

(ANSA) - ROMA - 'Il digiuno e' molto duro, ma sono determinata ad andare avanti fino a morire': cosi' si e' espressa durante una conferenza stampa Maria Sung, moglie del vescovo Milingo, giunta all'ottavo giorno di sciopero della fame. Maria , apparsa provata e dimagrita, chiede di poter avere incontrare il marito. Ieri aveva annunciato che avrebbe rifiutato qualsiasi ricovero alimentazione forzata. Bloccata la trattativa per l'incontro avviata dall'ambasciatore sud-coreano.
21/08/2001 12:59

 

Su Milingo la Chiesa non fa passi indietro

di Alceste Santini

Il dialogo è ricominciato.  Ma le condizioni poste restano.  La Chiesa potrebbe accettarlo.  Ma cosa fare della moglie?

Nell’annunciare che il Papa ha ricevuto e intrattenuto a colloquio il vescovo Emmanuel Milingo la mattina del 7 agosto e che “si auspica che l’incontro porti a sviluppi positivi”, la Santa Sede ha fatto intendere che un dialogo è cominciato, ma dipenderà dal presule africano utilizzarlo per una “riconciliazione” ma accettando, entro il 20 agosto, le condizioni già formulate dalla Congregazione per la dottrina per evitare la scomunica.   I vertici vaticani hanno considerato un segnale foriero di sviluppi il fatto che, per ben due volte, il vescovo Emmanuel Milingo, abbia bussato alla porta di Castelgandolfo del Papa: la sera del 6 agosto, riuscendo ad essere ascoltato solo da monsignor Stanislaw Dziwis, segretario del Papa, la mattina del 7 agosto quando è stato accolto da Giovanni Paolo II, al quale, in atteggiamento di penitente, ha potuto esporre le proprie ragioni. Ha riaffermato, secondo quanto abbiamo appreso, la sua “fedeltà alla Sede apostolica e al Papa”, spiegando che non ha mai inteso “rompere la comunione con i vescovi”, pur aderendo alla setta dell’arcimiliardario Moon, la Family Federation for World Peace and Unification, e sposando il 27 maggio scorso la quantatrenne sudcoreana, Mary Sung. D’altra parte - ha osservato - il celibato ecclesiastico non appartiene alla Chiesa primitiva di Gesù Cristo, ma è dovuto solo ad una norma canonica introdotta dalla Chiesa latina d’Occidente nel VI secolo e, come tale, discutibile, soprattutto, in relazione al contesto africano. .  Conoscendo l’iter ecclesiastico di monsignor Milingo e le sue stravaganze di esorcista, sempre da lui presentate come un tentativo di inculturare il Vangelo nella tradizione africana, Giovanni Paolo II è stato molto comprensivo. Anche perché, nel momento in cui i suoi collaboratori stanno trattando per il rientro dei seguaci dello scismatico e ormai scomparso, monsignor Marcel Lefebvre, il Papa non vorrebbe che ci fosse, con Milingo, un altro piccolo scisma, pur di dimensioni minori e diverse. L’episodio della sua adesione alla setta Moon e del suo matrimonio potrebbe essere ridimensionato e superato tenendo conto delle origini africane di Milingo e della sua travagliata formazione di sacerdote e di vescovo-esorcista.   Basti leggere il suo libro “Contro Satana” del 1989 per capire che tutti i suoi comportamenti stravaganti, sul piano liturgico, sono riconducibili ai suoi tentativi, non sempre esenti da stregoneria, per dare di sé l’immagine dello sciamano che, per essere credibile, deve mostrare la sua capacità di comunicare con le potenze superiori e, quindi, don Dio.  In ogni modo, il Papa ha invitato il vescovo Milingo a tener conto di quanto richiesto dalla Congregazione per la dottrina della fede: “Separarsi dalla signora Mary Sung; rompere con la setta Family Federation for World Peace and Unification; dichiarare pubblicamente fedeltà alla dottrina e alla prassi ecclesiastica del celibato e manifestare obbedienza al Sommo Pontefice con un gesto chiaro ed inequivocabile”. Il vescovo Milingo, che già ha assicurato al Papa di “non aver aderito alla setta Moon”, si è riservato di dare una risposta entro il 20 agosto. L’unico ostacolo che rimane nella trattativa che si è aperta, è che cosa fare della moglie Mary. E non è poco.  

(7 AGOSTO 2001, ORE 16.50)

<http://www.ilnuovo.it/nuovo/foglia/0,1007,67376,00.html>

 

Il Papa incontra Milingo
"Perché ci vuol lasciare?"


MARIA NOVELLA DE LUCA

Tratta da "www.Repubblica.it" dell'8 Agosto 2001

ROMA - Alza le mani il vescovo guaritore sul piazzale che domina il palazzo del Papa. Alza le mani monsignor Milingo, il vescovo nero che toglieva il demonio dal cuore e dal corpo di malati e sofferenti, ma questa volta le sue mani non impongono pace ma chiedono silenzio. «Non posso parlare - dice a gesti - ho promesso, ho giurato». E fugge, il preteesorcista più scomodo della Chiesa cattolica, via dal borgo di Castelgandolfo, su una Twingo verde scortato da due fedelissimi, dopo aver ottenuto quanto nessuno osava sperare, e cioè un incontro con Wojtyla lungo 46 minuti. «Davvero ci vuole lasciare monsignor Milingo?» avrebbe chiesto Giovanni Paolo II al prete che buona parte del Vaticano considera un reietto. «No, Santità, questa è la mia casa, molti hanno mentito», avrebbe risposto sommesso Milingo, ancora stupito forse di essere lì, al di là di ogni etichetta, in ginocchio, benedetto dal tocco del Papa, che contro i suoi più stretti e potenti collaboratori, Ratzinger in testa, ha sempre lasciato aperto uno spiraglio di "perdono" per il settantenne esorcista nero che faceva cadere in trance i fedeli durante le sue straripanti messeshow.
Milingo in ginocchio di fronte al Papa. Milingo pronto a tornare dal suo esilio americano. Così assicurano i suoi collaboratori. Milingo in fuga dalla setta del reverendo Moon. Sembra il primo atto di una strana piéce estiva, dove non mancano tocchi di giallo, tra silenzi vaticani, cautissime ammissioni, fedeli che già si preparano al grande rientro, e lui, il pranoterapeuta dello spirito, che appare smarrito e un po' confuso. Ha scelto una data non qualunque monsignor Emmanuel per tornare in Italia dagli Stati Uniti. Il 6 agosto del 1969 Milingo fu infatti ordinato vescovo a Lusaka in Africa da Paolo VI, e si sa che animismo, fede e superstizione, hanno sempre convissuto nella sua liturgia. E avrà bisogno di fortuna il reverendo, che il prossimo 20 agosto potrebbe essere scomunicato e cancellato per sempre dalle file della Curia, dopo aver compiuto nel maggio scorso lo strappo più grave, tra i tanti attacchi all'ortodossia che l'hanno reso nemico giurato di molti influentissimi uomini di Chiesa.
Milingo, amareggiato dalle guerre vaticane, si è affiliato alla multimiliardaria setta del reverendo Moon, e ha spezzato il voto di celibato sposandosi con un paffutella agopuntrice coreana, la signora Sung Ryae Soon, moglie scelta per lui da Moon stesso. Tre mesi fa. Nel silenzio amareggiato dei suoi fedeli, delle sue suore missionarie, tra la rabbia dei vescovi africani che hanno gridato al tradimento. Com'era inevitabile alla notizia del matrimonio da San Pietro è arrivata la minaccia di scomunica: o Milingo abbandona la setta, la moglie e si piega ad un mea culpa totale, o Milingo urbi et orbi ammette l'errore e riconosce la dottrina vaticana, oppure via, espulso. Sembrava tutto perduto invece, sotto la sabbia, alcuni dei suoi adepti stavano lavorando per riportarlo a Roma. Personaggi semplici, forse un po' innamorati della causa, come la signora Vitalba, professione pittrice, o Maurizio Bisantis, professione direttore di un Centro per Artisti, che due giorni fa hanno prelevato Milingo in arrivo (o in fuga) da New York all'aeroporto di Malpensa, e l'hanno condotto, a sera tarda, a Castelgandolfo, residenza estiva del Papa. E' tardi, Wojtyla non li riceve, ma Milingo parla brevemente con il segretario del Papa, Stanislao Dziwisz. Ieri il secondo blitz. Sempre scortato da Vitalba e Bisantis (i quali sostengono che Milingo sia stato plagiato e drogato dalla setta Moon, i cui dirigenti l'avrebbero seguito anche in Italia) il reverendo si presenta. Due ore di attesa. Poi l'incontro con Giovanni Paolo II. Un filo di speranza per evitare la scomunica. Un comunicato vaticano, stranamente ottimista, parla di «inizio di dialogo che ci si augura possa portare a sviluppi positivi». Già, ma l'avvicinamento sembra tutt'altro che facile. Proprio ieri al Papa sarebbe stato consegnato un durissimo dossier firmato da Ratzinger in cui si elencano tutte le nefandezze e i "crimini" del vescovo nero. Crimini veri e propri. Lo stupro di una suora ad esempio e altri reati a sfondo sessuale. Guarigioni fasulle. Plagio. «Tutti hanno mentito» continua a ripetere Milingo, che era forte nel cacciare il demonio. Ma sarà difficile, anche per lui, fare un esorcismo di queste accuse.

 l'ultimatum

 la separazione
Il primo atto formale richiesto a Milingo è la separazione dalla coreana Maria Sung, sposata a New York lo scorso 27 maggio

via dalla setta
All'alto prelato il Vaticano chiede anche di rompere qualsiasi tipo di legame con la setta del reverendo Moon

il mea culpa
Infine, si chiede al vescovo di "dichiarare la sua fedeltà alla dottrina" e a "manifestare la sua obbedienza al Papa"

 

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